Simba II

31 dicembre 2015

Joachim Maria Machado de Assis
(scrittore e poeta brasiliano)


Racconta Daniel Piza che dopo la morte della moglie dello scrittore, lui era molto depresso e triste, così un giorno la figlia dei suoi vicini di casa, una ragazzina di 12 anni gli regalò un piccolo gattino sperando di aiutarlo a tirarsi un po’ su.

Qualche giorno dopo Machado ha inviato alla famiglia della ragazzina una lettera che solo un cuore come il suo avrebbe potuto scrivere:

“Donna Alba, (Il poeta immagina il gatto che scrive questa lettera)
solo ora posso prendere la penna e scriverti per ringraziarti del regalo che mi ha fatto mandandomi a vivere con il vecchio amico Machado.

Il primo giorno non ho potuto conoscere bene questo gentiluomo; lui mi cercava con paroline dolci e piccoli regalini, ma io scappavo impaurito e mi nascondevo sotto gli armadi.

Il secondo giorno mi sono avvicinato un po’ di più, ma sempre con cautela. Ora corro da lui senza timore, salgo sempre più in alto arrivando dalle ginocchia alle spalle, lui mi coccola dicendomi grazie, non miagola come me ma credo che prima o poi lo farà, si impegna molto dicendo miao miao.

Non mi fa mai salire sul tavolo nell’ora del pranzo o della cena, ma mi permette di stare sulle sue gambe e mi fa assaggiare qualcosina mentre gioco con i lacci del suo pigiama. La mia vita è allegra. Bevo latte, brodo di fagioli e di zuppa, con riso, e ho già provato alcuni pezzi di carne. La carne è buona; non credo però, che valga quanto un topo, qui non ci sono topi, sono scappati quando sono arrivato io.

Quando verrà a trovarci?

Io non mi stanco mai di ascoltare Machado quando parla della bellezza e della dolcezza, di una splendida signorina che ha il cuore più grande del mondo. Come stanno i suoi? Porti a loro i miei saluti e non dimentichi questo giovane gatto dal cuore grato.

firmato, Gattino nero”